la Regina della Cucina

Quando si cercano le chiavi nelle tasche sono sempre troppo in fondo, poi per fortuna riconosci il portachiavi e finalmente apri l’auto, entri, accendi il motore e si parte.


Cattolica d’inverno è molto diversa in apparenza, svuotata del traffico pedonale, più grigia, eppure non è mai fredda perché il suo calore è nelle strade, dentro i muri e dentro le persone.


Intanto, mentre stai quasi per sbagliare strada fantasticando qua e là, eccoti nella piccola collina riservata della città, Montalbano. Da qui sei a un passo dalla costa e la si vede tutta dall’alto, calma e tersa, come se fosse il balcone del paese.


Dopo aver suonato sali le scale, entri ed in un attimo sei immersa nella tipica atmosfera romagnola. Calore e odore di brodo sul fuoco.


Arriva lei, rigorosamente col grembiule, con quel passo caldo, rassicurante ed allo stesso tempo pragmatico della padrona di casa, della regina della cucina, di chi aspetta con impazienza perché il ritardo è sempre alle porte ed il tempo è prezioso, la mitica Azdora.


In cucina neanche a dirlo è tutto pronto, oserei dire che è sempre tutto pronto, che il mattarello sia nato e cresciuto fra le sue mani diventando un accessorio come un bracciale o un anello.


L’Azdora è un personaggio che esiste solo qui in Romagna, temprato dal mare e dalla campagna, caratteristico nel modo più profondo e reale perché di azdore ce ne sono davvero e davvero tante, non solo nei ristoranti per fare del marketing e per dare un nome alla tipicità, ma sono dentro le case, dal fruttivendolo, nelle cucine a lavorare! Lei è la “massaia” o ancor meglio la “reggitrice” della cucina, perché non sa solo cucinare, ma sa prendere il comando, dare ordini, sa quello che vuole e sa come si fa, e ti senti come se qualsiasi cosa dica sia perentoria (mai contraddirla!) … una vera guida! Però il suo sguardo è così dolce e bonario che è impossibile non sentirsi divertiti ed a proprio agio.


Non saprei come spiegarvelo, mi serve un’idea, qualcosa che vi faccia capire cos’è l’azdora per vederla viva davanti ai vostri occhi… Ecco! Ecco l’idea…


Lei è la sfoglia, dura ma non troppo, elastica sotto la pressione del mattarello e se è fatta bene non si spezza. Poi la tagli, posizioni il ripieno (la famiglia, la casa, il focolare domestico) e chiudi fino a formare un meraviglioso tortellino in cui la sfoglia (o l’azdora) raccoglie il sapore in un nodo che non si scioglie nemmeno in acqua bollente a 100 gradi e mantiene il calore del suo cuore nel tempo.


E noi discendiamo tutti da lei e ne subiamo il fascino.


[… to be continued]

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